Avellino si riprende quanto le fu tolto anni addietro, quando il 20-0 sacrosanto contro la Fortitudo (che non aveva schierato il numero minimo di italiani, avendo ricacciato Mancinelli a casa per malanni presunti) venne negato dalle varie giudicanti: nonostante le testimonianze sul dolo, la diedero vinta agli aquilotti. La Fortitudo sacratina, in campo, è molto simile a quella martinelliana. Tutto questo, ipotizzando una panoramica globale (Calori, Parterre, Nannetti), è molto gustoso.
Ma è l'altra Bologna ad essere interessante, in attesa dei Cementi di Gloria di Sacrati (musichina di Vangelis per betoniera, cazzuola, spartito tridimensionale su plastico modello nuovo palasport; il tutto in attesa di "Missing", sempre di Vangelis): due anni di bianconero con Markovski in panchina, il "Visionario" che concludeva le partite con i quattro piccoli, che si inventava Giovannoni ala forte oppure Drejer play. Una Virtus che, a parte le disgrazie del primo anno (dovute probabilmente più alla bidonaggine di gente come Bluthenthal, successivamente idolo fortitudino, piuttosto che alle invenzioni dello stesso Zare), non ha accatastato argenteria in cassaforte ma ha disputato un'ottima stagione: a quattro anni dall'emblema del Vecchio Stile (quando il Partito Nazionale Fascista e Forza Italia - non così distanti in realtà - si alleano), una gran botta. E oggi la Virtus è tornata in Eurolega ed è 1-0. Inutile tornare sui quintetti, sui rimbalzi offensivi concessi con Gongolo, Mammolo, Pisolo, Brontolo e Giovannoni pivot in finale di Coppa Italia. Acqua passata. Non era una Virtus che giocava bene. In attacco, pick'n'roll, pick'n'roll, pick'n'roll; in difesa, rotazioni esasperate e schieramento Mar Rosso, le acque che si aprono. Però c'erano motivazioni, inculcate da Markovski probabilmente.
Gioca bene quest'anno la Virtus? No. L'Anderson visto con lo Zalgiris è stato indubbiamente eccezionale, tiri impossibili a segno ed è stato lui l'artefice del successo. Tiri fuori equilibrio, canestri di talento, istintivi, mezzo secondo dopo il superamento della metà campo da parte del playmaker. Un passaggio, tiro. Anderson è in serata, si vince. Anderson becca la serata da 6/16, e la Virtus le prende. Trattandosi di Anderson e non di LeBron James, è plausibile che i 6/16 saranno comunque frequenti. In tutto questo, inutile parlare di Holland, al cui confronto Anderson è Mario Capecchi. Holland, normalmente, dovrebbe già essere imbarcato su un pedalò e rispedito in America, oppure ceduto agli Honka Playboys o al Magnitogorsk. Uno che si comporta in una certa maniera, che interpreta il basket in una certa maniera, non ha diritto ad appelli: giustizia sommaria, fuori dai coglioni. In realtà non doveva nemmeno arrivare.
Quali squadre europee hanno ottenuto risultati importanti avendo un'impostazione di marca prettamente americana? Nessuna. Nel campionato italiano le squadre made in USA sono quelle che se la bargagnano tra il sesto e il dodicesimo posto, quando una "provinciale" azzecca tre americanotti da 150mila dollari, si parla di "stagione memorabile" per il raggiungimento dei quarti di finale. Ed è l'inevitabile per questa Virtus, sebbene Conroy e soprattutto Spencer sembrano essere estranei al concetto basagliano del Rucker Park importato da Holland e Anderson. Sono americani, ma un pelo più furbi. Ed è così che diversi ceri vanno accesi in onore di quelli che non hanno il talento di Anderson, ma danno sempre un contributo - forse non eccelso - ma costante. I Chiacig, i Garri, i Giovannoni: i mestieranti della pallacanestro che non hanno la mentalità del "ghe pensi mi tanto son più forte"). Rimane la domanda: Markovski criticato, giustamente, per l'impostazione tattica data alla squadra; che dire di Pillastrini, che comunque ha scelto di affidare la squadra a quattro potenziali cavalli pazzi (per fortuna solo due erano autenticamente basagliani), consapevole comunque che in Europa si gioca a pallacanestro e i campi sono in parquet. Cemento e retina in catenella caratterizzano lo stato primitivo di un altro sport, una robaccia che prende il nome di NBA.
