Non riesce a star buono e la Virtus è sempre un bel casino. Se però il casino fa schiattare di rabbia fortitudini e madrigalisti, è un casino positivo. Questa volta persino a Cantù se la son presa a male. Brevemente: la Virtus, la vigilia dell'incontro con la Tisettanta, annuncia l'esclusione dalla rosa dei quattro mori americani. "Motivi disciplinari", si leggerà. Spencer, Holland, Conroy e Anderson sono rei di aver violato il coprifuoco notturno: punizione giusta, esemplare. Non è che uno debba per forza fare il cazzo che vuole. Se ci sono delle regole, è giusto rispettarle, anche se la lezione può costare sconfitta e due punti alla squadra: una discreta berciante parte del pubblico Virtus non ha gradito. Ecco perché Forza Italia è il primo partito in Italia: furbacchioni, evasori, tragattini e ignoranti generici sono dappertutto e hanno la maggioranza relativa, forse assoluta.
Taluni si fiondano alla SNAI a sbattere il bigliettone sulla vittoria canturina, altri si ritrovano con la partita in naftalina. Poi le spiegazioni, la notte tra sabato e domenica riempite da chilometri di brillanti opinioni di fede biancoblu o nostalgico-madrigalista, ed infine l'annuncio: dopo un incontro chiarificatore, voluto dai quattro americani, i giocatori sono reintegrati. Scenderanno in campo al Pianella, con multa (che finirà all'AGEOP).
La Virtus vince, comodamente, Holland protagonista ricoperto di saliva briantea. A parte il finale, gara mai in discussione. Si fiondano i fortitudini, il cui meriggio era stato reso amaro dalla partitaccia con Siena; se la Montepaschi avesse giocato in maniera normale, avrebbe vinto di 40 (ma si sa, il cultore dell'Aquila è uno che ammira Thomas e Bagaric...). Straparlano della dignita di Sabatini, della Virtus. Le tipici argomentazioni assenti. Si elevano i canturini, più che altro seccati perché contro mezza Virtus sarebbe stato un +30, ed invece è andata male. Si celano i nostalgici-madrigalisti, quelli che "Sabatini è uno stronzo, Sabatini è un buffone, Sabatini è una testa di cazzo", però per la loro visione bachechistico-elitaria ammutoliscono di fronte alla sconfitta. Anzi, gioia.
