Ebbene sì, l'idolo delle folle biancoblu è stato nuovamente eletto al termine del conclave: James Thomas Papa. Il conclave fortitudino è stato tipicamente aquilesco (da qui l'etimologia, "quello è proprio un'aquila", usato per sbeffeggiare qualcuno e dargli dell'imbecille in bella maniera): sconfitta interna con Scafati, fine dell'imbattibilità in campionato (alla terza giornata...). James Thomas, ovvero Jacomus Tommasus Papa, ha catturato 22 rimbalzi. 11 davanti e 11 dietro: 12 punti e 34 di valutazione. Buona partita, indubbiamente. Ogni minuto e mezzo che è rimasto in campo, Thomas ha catturato una carambola. Non è poco.
Oddio, ne han catturati parecchi anche il venezuelano Romero (13), il paisà Joel Francesco Salvi (8) e il danese Michelone Andersen (8). E l'ha vinta un belga dal nome russo: Dimitri Lauwers (22 anche per lui, ma punti): nonostante questo, per le aquile dell'Aquila, è benedizione, santificazione, ascesa ai cieli. Ma Tommasus è uno vero, uno che infiamma il Tempio Biancoblu, indipendentemente dalle sue colossali amnesie difensive che lo rendono più assente della povera Dacic: la difesa sul pick'n'roll di James Thomas è matematica quanto il rimbalzo del papa nero biancoblu: 2 punti, 2 punti, 2 punti, 2 punti, eccetera. In saecula saeculorum.
