Il sito della Virtus ospita una notizia tanto bizzarra quanto interessante: "In occasione delle sfide di Eurolega, Virtus Pallacanestro Bologna organizza un road show con l'obiettivo di far conoscere e promuovere le eccellenze del territorio". Immediatamente la prima immagine che spunta tra i pensieri è quella di Peppone con gli amici comunisti di Brescello che offre al capo del kolchoz sovietico prosciutto di Parma, una forma di Parmigiano Reggiano (la "capeliera") e svariate bottiglie di lambrusco.
I sovietici regalarono a Brescello un trattore (il "Compagno Trattore Russo"), e tra varie insuperabili gag, alla fine viaggio e gemellaggio ebbero regolare luogo, nonostante i truffatori brianzoli in grado di ingannare il Don Camillo stesso e lo sciopero della fame del curato contro l'iniziativa dei comunisti del paese. Con le stesse prerogative, oggi la Virtus si imbarca alla volta di Vitoria, Mosca ed Atene con il suo carico di specialità: che si faccia il gemellaggio, perdiana!
Niente prelibatezze emiliane, ma occhiali di tendenza (un po' truzza, va...) per plasmare pubblico ed imprenditoria russa; pareti divisorie, scaffali e banconi per aiutare i greci a mettere ordine nella loro incasinatissima città; per soddisfare le curiosità culinarie degli stranieri, dadi e conserve. Nella Spagna basca gradiranno...
La delegazione bianconera scenderà dall'aereo e troverà i bambini del posto intenti ad intonare le celeberrime note di "Nel blu dipinto di blu" di Modugno, lo stesso benvenuto ricevuto in URSS dai predecessori di Brescello. Poi avverranno episodi poco edificanti, tipo una poco edificante "Di Provenza il mar, il suol..." nell'esecuzione di Spahija, una gara di pesca Macijauskas contro Blizzard, Greer contro Di Bella, Shortsanitis contro Crosariol. Il culmine in quel di Mosca, la gara della vodka tra i grandi capi, il sindaco Sabatini contro il capo del kolchoz Kuschenko.
Il nuovo corso della Virtus accentua sempre più il suo tono nazional-populista, dopo un'estate trascorsa più nell'impopolarità che nel populismo, sebbene la quota tessere stagionali abbia superato quota 5000, dando quindi ragione al Sabba. Nonostante la vicenda Di Bella-Michelori, la lunga attesa nel completare la squadra all'insegna del "non abbiamo fretta", scelte forse discutibili con il pacchetto di lunghi made in Italy e il pacchetto di corti made in Basaglialand. Eppure, ancora una volta, il Sabba ha visto giusto: la risposta della gente è giunta, quella degli sponsor pure. I modi... il trattamento ricevuto da Markovski non è stato esattamente dei migliori. Coach controverso, però preso a pesciacci in faccia a pochi giorni da dichiarazioni di amore. A Michelori, nazionale e giocatore che mai si è tirato indietro, andava fatta un'offerta seria e rispettosa, perché un professionista non se ne fa nulla di un proprietario-datore di lavoro che gli porta l'acqua in ospedale. Tutte le ambiguità di una Virtus popolar-populista, davvero simile nell'aspetto al mondo paesano di Peppone ma anche reazionariamente aziendalista: la Virtus è così, una commistione tra la Festa dell'Unità (salamelle e colesterolo fritto) e una convention tra Forza Italia, sindacati confederali e Confindustria (una via comune per inchiappettare cittadini e lavoratori).
