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sabato, 22 settembre 2007

NBA IN EUROPA: IL DELIRIO DI STERN

La speranza è che fosse ubriaco, o sostituito da un sosia mitomane, o si sia alzato col desiderio di fare il burlone. David Stern, grande capo della lega-delle-partite-truccate, pochi giorni fa è tornato nuovamente sul tema della NBA in Europa, squadre del vecchio continente e facezie similari. In questa occasione però Stern, ai microfoni della WFAN Sports Radio di New York e in un dibattito su ESPN, è stato molto più prodigo di dettagli. Per lui, è cosa fatta. Questi i punti fondamentali della relazione del Gilberto Sacrati, con meno Malboro, d'America:

1) Il Real Madrid, il Panathinaikos e il CSKA Mosca hanno già lo status di squadre di espansione della NBA a partire dalla stagione 2010-2011;

2) Entro la stagione 2012-2013, Stern vorrebbe anche una quarta squadra europea nella NBA, ma si è detto fortemente pessimista che ciò possa accadere;  

3) Nelle idee di Stern, c'è anche una franchigia da collocare nell'America Latina: Città del Messico (già se ne parlò), oppure con base in Argentina o in Brasile. Tutto sommato, Stern ha ritenuto "molto improbabile" che questo suo desiderio possa avverarsi;

4) Il Real Madrid e il Panathinaikos possono già essere considerate squadre della NBA, in quanto l'accordo è ufficiale. Più complessa la situazione del CSKA Mosca: devono costruire un nuovo impianto (evidentemente la Olimpiisky Arena da 16000 non basta);

5) Se a Mosca non dovessero costruire il nuovo impianto, la terza squadra di espansione sarà locata in Italia o in Germania. Tuttavia, non esiste alcuna franchigia pronta in questi paesi (ad eccezione della Fortitudo di Sacrati, nda), quindi la situazione rimane confusa. Secondo Stern, comunque, è difficile che il CSKA possa farcela;

6) Stern ha aggiunto che la NBA ha effettuato numerosi studi di fattibilità e che "Atene e Madrid possono rappresentare i mercati più importanti della Lega, seconde soltanto alle città di New York, Los Angeles e Chicago";

7) Stern ha successivamente detto che "nella NBA ci sono già 32 squadre, ma due partecipano ancora all'Eurolega".

Questo invece il decalogo con i requisiti necessari per l'accesso definitivo alla NBA:

1) Le nuove squadre devono avere un'importante base di tifosi, garantire i diritti TV ed essere situate in città di grandi dimensioni;

2) Devono essere squadre unanimemente considerate dominanti in Europa, almeno nei tempi recenti. Inoltre, in ognuna di queste squadre deve giocare almeno un all star europeo;

3) Devono avere un'arena in grado di contenere tra i 16000 e i 20000 spettatori, o garantire che sia pronta entro il mese di Ottobre del 2010;

4) Devono avere una imponente base di tifosi, in grado di supportare il merchandising della NBA e tutte queste varie amenità;

5) Devono avere una proprietà o finanziamenti bancari in grado di versare i 400 milioni di dollari come tassa di ingresso per la NBA;

6) Devono essere scelte sia dal board della NBA, sia dal bord dell'Eurolega;

7) Società e città devono garantire salari di livello NBA, quindi rispettare le regole sul salary cap, devono essere in grado di competere economicamente per i free agents, di pagare le scelte e di garantire inoltre gli stipendi massimi pagati oggi nella NBA. Inoltre, le squadre devono garantire la possibilità di poter schierare i migliori giocatori, americani ed europei, della NBA;

8) Le città e le relative nazioni devono offrire condizioni di vita soddisfacenti per i giocatori americani e stranieri;

9) I proprietari devono ovviamente essere in grado di sostenere i costi operativi di una franchigia NBA;

10) Le squadre devono essere in grado di essere competitivi a livello NBA per più incontri consecutivi, ad un ritmo simile a quello della Major League Baseball. Questo a causa del problema dei viaggi.

Stern non si è limitato soltanto a questo. Ha inoltre affermato che:

1) Sono molti i giocatori ad aver espresso il desiderio di giocare in Europa;

2) La NBA ha affrontato la tematica dei viaggi: le squadre europee, due, sarebbero incluse in conference separata. Ogni squadra americana incontrebbere due o tre volte quelle europee, a seconda della conference di appartenenza. Ogni squadra statunitense (o canadese) farebbe un solo viaggio in Europa durante la stagione, in cui incontrerebbe per tre volte la franchigia appartenente alla stessa conference, due volte quella appartenente all'altra. Esempio: i Chicago Bulls, inclusi nella stessa conference del Real Madrid, partirebbero alla volta della capitale spagnola la domenica: lunedì riposo, martedì, mercoledì e giovedì tre incontri con il Real e partenza per Atene. Un altro giorno di riposo (il venerdì) e doppio confronto con il Panathinaikos il sabato e la domenica.

3) Le squadre europee inizialmente non effettuerebbero trasferte in America, almeno fino ai playoff. In questo caso, le serie sarebbero disputate con la formula del 2-3-2. Questo perché la NBA "vuole fare ogni tipo di concessione alle nuove squadre europee", che non dovrebbero affrontare il problema dei viaggi, almeno nelle prime stagioni;

Ricapitolando, il Real Madrid e il Panathinaikos parteciperanno alla NBA a partire dalla stagione 2010-2011, molto difficile che questo accada per il CSKA Mosca, che potrebbe entrare nella lega americana nel 2012, insieme ad una o due franchigie sparse per il mondo. Alla base delle decisioni di Jasikevicius e Spanoulis di rientrare in Europa, al desiderio mostrato da Kirilenko di tornare al CSKA, al possibile ritorno di Pavlovic, ci sarebbe proprio questo piano di espansione della NBA in Europa. Lo stesso Parker in Longoria avrebbe espresso il desiderio di giocare nel Panathinaikos quando i Verdi avranno Jerry West stilizzato sulla maglietta (Eva Longoria a spasso per Monastiraki a fare shopping? Ma per cortesia...). Ricapitolando, siamo - noi europei - abituati ad avere a che fare con le immani cagate propinateci dalla FIBA, dalla ULEB, dalle federazioni e leghe nazionali. Questo però non ci ha tolto né la voglia di seguire la pallacanestro, né di gioire, né di incazzarci perché al salto a due Jungebrand aveva già iniziato a comportarsi da stronzo o perché Felipe Reyes si era già accasciato al suolo, simulando l'esplosione di un reattore nucleare nei paraggi. Il colpo finale, il giramento di coglioni definitivo, è di marca americana. E' una legge sociale: quando in campo succede un bordello si può essere sicuri di un coinvolgimento del playmakeraggio di Holden; quando in campo uno si fa male, si può essere certi della colpevolezza di Kuqo; quando in campo uno si accascia a tre metri dall'avversario, è scontato che si tratti di Kaukenas. Quando un'idea è un'idea di merda, ci sono dietro gli americani.

postato da: tkachenko11 alle ore 13:13 | link | commenti (2)
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venerdì, 21 settembre 2007

COACH OF THE YEAR E EUROBASKET

Nella sua multimediatica conferenza stampa con il pianeta Terra intero, Sam Mitchell - coach dei Raptors nonché allenatore dell'anno per la FBI-League, nota anche come "NBA" - ha dichiarato di non aver guardato un singolo minuto del recente EuroBasket; la cosa in sé e per sé non sarebbe troppo sorprendente se a) vivessimo nel 1967 e b) Sam Mitchell non avesse avuto mezza squadra impegnata nel campionato.

Sam Mitchell, evidentemente, ritiene ancora la NBA quella che scelse un certo Deno Mengham (*) nel 1970. Mentre chiunque cercava di districarsi tra parabole, paraboline, partite criptate, diritti televisivi, satelliti vari, Rojadirecta, SopCast, TvAnts, canali cinesi, bulgari o della Transnistria, il C.O.Y. se ne sbatteva i coglioni altamente. Avrebbe potuto mostrare un certo interesse per gli eventuali miglioramenti di Andrea Bargnani, scelta numero uno assoluta e plausibile uomo del futuro dalla franchigia canadese; avrebbe potuto mostrare una certa attenzione per il recupero di Jorge Garbajosa, al ritorno in campo dopo il frappé dei suoi arti inferiori; avrebbe potuto seguire l'Europeo, ottimo, del suo plausibile centro titolare, Radoslav Nesterovic; avrebbe potuto valutare l'operato del suo vice-playmaker, Jose Carioca Calderon.

Niente di tutto questo. In effetti, cosa gliene frega degli Europei all'allenatore dell'anno, tecnico di una squadra per metà non americana? Lui si affida a Chris Bosh, e visto che Chris Bosh al Mondiale del 2006 era stato un autentico fenomeno, Sam Mitchell può dormire sonni tranquilli. Lasciamo perdere quanto riguarda la cabina di regia, reparto in cui T.J. Ford garantisce sonni tranquilli a tutti, Mitchell in primis.

Chiunque abbia trascorso qualche notte in bianco per seguire i Raptors in diretta, ovvero Bargnani, può tranquillamente comprendere l'atteggiamento del C.O.Y.: la squadra giocava inevitabilmente bene, un vero spettacolo, una delizia per chi ama la pallacanestro: opzione uno, Ford passa la palla a Bosh, che in ogni caso tira; opzione due, Ford non passa la palla a Bosh, e in ogni caso tira (da sotto, da fuori, non importa: il risultato - il ferro - era sempre lo stesso). Le opzioni tre, quattro, cinque, sei eccetera erano vagamente estemporanee: si andava da una pallaccia che finiva nelle mani di Bargnani per sbaglio, con conseguente tiro del Mago a quei minuti casuali in cui il Magico Duo era in panchina e Anthony Parker poteva mostrare cosa significa la pallacanestro. Non che si voglia per forza lodare il sistema europeo e denigrare quello americano: Calderon spesso e volentieri ha seguito le tracce di Ford, inanellando cazzate a raffica. Garbajosa, che probabilmente non è stupido, ha capito la sua inadeguatezza fisico-atletica e ha disputato una stagione alla Lupo Portaluppi, piazzandosi dietro l'arco in attesa di eventuali scarichi. Non è così sorprendente che Sam Mitchell abbia trascorso gli ultimi venti giorni disinteressandosi degli Europei: del concetto di "difesa di squadra" mostrato dalla Russia di Blatt, ad esempio, Mitchell ne fa uso analogo a quello della carta da culo. Le spaziature offensive della Lituania, per la psiche di Mitchell, sono un inutile perdita di tempo. Non che l'Europeo sia stata La Più Grande Espressione Di Basket Di Tutti I Tempi, perché le atrocità offensive dell'Italia, l'estenuante mezza-ruota della Grecia, la pallacanestro-ariete della Spagna, i succulenti isolamenti della Slovenia (si isola un giocatore per dargli spazio e la possibilità di giocare 1c1 su un'ampia porzione di campo; gli isolamenti di Pippa Pipan creavano per Lakovic l'opportunità di giocare 1c5 in due metri quadrati) spesso e volentieri hanno indotto l'utente televisivo ad abbandonare il canale optando per l'audace contenitore "Protestantesimo", tuttavia qualcosa da vedere c'era. A maggior ragione per un allenatore con diversi giocatori impegnati in un torneo che un suo valore ce l'ha. Soltanto un nazione cestistica era in grado di far guadagnare punti nella scala simpatia globale alla Spagna, ovvero gli Stati Uniti. Nella fattispecie, merito della supponenza di Sam Mitchell...  

(*) Deno Mengham, scelto nel 1970 dagli Atlanta Hawks all'undicesimo giro. Nato ad Alano di Piave l'8 gennaio del 1950, è noto anche al grande pubblico con il nome di Dino Meneghin.

postato da: tkachenko11 alle ore 12:31 | link | commenti
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martedì, 18 settembre 2007

ESTATE 2007: IL QUINTETTO IDEALE

In risposta all'amico Ibbargnaenologo, mentore ufficiale della pallacanestro nello splendido "Ecce Preud'homme" e autore del memorabile "quintetto ideale dell'Europeo", qui una piccola estensione. L'estate non ha regalato soltanto l'EuroBasket, con i suoi annessi e connessi (Darko Milicic, Vangelis Ioannou, Nikola Prkacin, Franco Lauro, eccetera): ovunque si sono giocati i campionati continentali, valevoli anche come tornei di qualificazione a Pechino 2008. Non sono mancate le sorprese, l'Iran campione d'Asia per la prima volta alle Olimpiadi, il Camerun e Capo Verde rispettivamente argento e bronzo all'AfroBasket, ammesse al Preolimpico del luglio prossimo venturo. Non sono mancate le formule bizzarre o comiche, come in America: 10 squadre al Tournament of Americas, divise in due gironi da cinque. Dopo venti partite due squadre (le ultime di ogni raggruppamento) hanno salutato la compagnia. Girone finale a otto, con mantenimento dei risultati conseguiti nella prima fase, semifinali e finali. In Oceania il campionato continentale è stato piuttosto snello: andata, ritorno ed eventuale bella tra Australia e Nuova Zelanda. La "eventuale bella", in realtà, si sarebbe giocata anche sul 2-0 per una delle contendenti (e infatti si è giocata, al meglio delle tre partite, ha vinto 3-0 l'Australia...). Vincenti a Pechino, perdenti al Preolimpico. E Tonga? E Guam? E le Isole Fiji? E la Nuova Caledonia? E Kiribati? E Pitcairn? In effetti è difficilmente ipotizzabile che queste nazioni abbiano la demografia necessaria a sostenere sia una squadra di rugby, sia una squadra di basket.




Jaka Lakovic (Slovenia): il suo Europeo era iniziato in gloria. Letteralmente vomitevole contro l'Italia, ha segnato 5 dei suoi 12 punti negli ultimi dodici secondi dell'incontro; 2/2 ai liberi e canestro da sette metri sulla sirena a siglare il 69-68 finale. "Bravo Jaka, un vincente" ha pensato Zoran Savic. "Ora non mi romperanno più i coglioni dicendo che non so fare il gm". Le prestazioni di Lakovic sono andate via via peggiorando, fino al 5/14 che ha sancito l'uscita dal giro medaglia per la Slovenia. Ancora inesistente con la Germania, la zampata del campione arriva nella finale per il 7° posto: 3/5 da due, 5/9 da tre, 5/6 ai liberi, 6 rimbalzi, 7 assist, 26 punti. La Slovenia, 48 ore dopo aver annusato le semifinali, cattura l'ultima piazza utile per il Preolimpico. Zoran Savic, nel suo studio ovale di Barcellona, si lecca i baffi: "avevo ragione io, altro che quel coglione di Obradovic che l'ha lasciato andar via dal Panathinaikos!". L'Italia, tra le altre ragioni - per carità pochi alibi - è uscita anche a causa di questa merdaccia qui...




Mario Correia (Capo Verde): Porto, Benfica, Ovarense... si sono viste nelle coppe, persino in Eurolega. Ed era meglio non vederle, per quanto possa essere simpatico il Portogallo e il suo popolo. Se questi sono od erano le squadre lusitane migliori, quale potrebbe essere il livello della terza serie? Ebbene sì, Mario Correia ha giocato nel Maia, compagine neopromossa nella seconda divisione al termine della stagione 2006-07, ed è stato l'autore del più incredibile dei canestri dell'AfroBasket, la tripla che a un secondo dalla fine ha regalato bronzo e preolimpico ai simpatici capoverdiani, contro l'ex grande potenza del Continente Nero, l'Egitto. In realtà Marione ha fatto ben di più, perché la partita - dagli alti contenuti tecnici e spettacolari - ha avuto dell'incredibile. I piramidali allungarono a 4'10" dal termine con due liberi di Ashraf Rabie (51-48, un abisso considerate le medie). Dopo due minuti di melina egiziana e estemporanei tentativi di rimonta capoverdiana (0/2 ai liberi di Mascarenhas, palla persa di Neves, tiro da tre punti sbagliato da Lima), con 2'09" da giocare Correia ha infilato nel paniere il 50-51. Il finale è un florilegio di cazzate, prima lo stesso Correia poi Lima non trovano le triple del vantaggio. Nel frattempo, l'Egitto si dimostra solidale buttando nel cesso tre palloni regalando speranze a Capo Verde, fino al finale: Lima - sempre lui, l'idiota - a 9" spara sul ferro la tripla del +2 (si potrà notare come gli isolani abbiano tirato solo da tre in questa convulsa fase dell'incontro, probabilmente al tavolo sedevano giudici corrotti che non avevano aggiornato il tabellone), l'Egitto però concede il rimbalzo offensivo e a un secondo dal termine, Correia realizza il canestro della vita.




Michael Madanly (Siria): capocannoniere dell'AsiaBasket con medie che non si vedevano più dai ritiri di Galis e Oscar e dal Pau Orthez Gasol della finale europea. Questa guardia 26enne ha segnato 33.1 punti di media, con un high di 43 contro il Kuwait (altri dieci punti sono stati annullati dall'Emiro che convinse con la scimmitarra l'arbitro sovietico di Francia-Kuwait del Mundial '82 ad invalidare un regolarissimo gol dei galletti). Madanly, indipendentemente dal fatto che nessuno sappia chi cazzo sia, è la tipica guardia che attacca il canestro: ottimo il 59.1% da due (13/16 contro il Kuwait), meno ottimo il 29.6% da tre. Nelle prime quattro partite ha preso a sassate i canestri di Tokushima (2/18), per rigenerarsi però con un gran finale (6/11 negli ultimi tre incontri). Ma il meglio di sé, relativamente parlando, Madanly l'ha offerto dalla lunetta: 46/84, per un sontuoso 54.8%. Contro Hong Kong, Michele ha ottenuto un mirabolante 7/18 ai liberi, in un incontro perso 104-100, distrutto nello scontro diretto da Chin Ho Poon, autore di 38 punti. Tutto questo nonostante i 50 liberi a favore della Siria (da Barcellona - serafico - Navarro avrebbe commentato "dilettanti..."). Rimane inspiegabile il fatto che la Siria sia arrivata soltanto undicesima...




Victor Mariscal Mata (Messico): i campionati americani, come già detto, sono un delirio. Non soltanto per la presenza fissa di Porto Rico, dell'apparato di regia del Brasile, per la formula, per il fatto che Kobe Bryant si mette a giocare come un europeo qualunque servendo assist al bacio per LeBron James rinunciando a segnare 75 punti a partita. Nella prima giornata è esploso tale Mariscal Mata, messicano, innegabilmente aiutato dalla squadra avversaria. 30 punti, per El Mata(dor), potevano giungere solo grazie al contributo decisivo di quei millenariamente riconosciuti come "grandi difensori" dei portoricani. Intuito che il tipo faceva canestro, han detto "beh, proviamo a stringere un po' dietro". Il concetto portoricano di "difesa su uno forte" è picchiarlo ogni volta che questi si avvicina a meno di dieci metri dal canestro: El Mata(dor) ha concluso quindi con 15/18 dalla lunetta, 3/6 da due e 3/8 da tre. Il suo Tournament of Americas non è stato brillante come l'esordio, però Vittorione trovandosi di fronte gli americani ha pensato: "tanto perdiamo, cazzo me ne frega? Io tiro sempre, poi si vedrà". 19 punti con 5/8 da tre. Bravo...




Nikola Prkacin (Croazia): "Svi novinari skupa, popušite mi kurac, vi ćete pričat o mom karakteru i o karakteru ovih 12 momaka ovdje, i vi i televizija, odjebite svi. Jebem vam mater u pičku svima, jel vam jasno, koji (CRASH CRASH...) kurac hoćete, šta ’oćete, šta ’oćete, šta ’oćete vi od nas, šta ’oćete, tko nije dao sve od sebe? (CRASH... CRASH CRASH... CRASH CRASH...)". Serve aggiungere altro?

postato da: tkachenko11 alle ore 10:40 | link | commenti
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lunedì, 17 settembre 2007

SOYUZ NERUSHIMY, RESPUBLIK SVOBODNYK!

Seoul, 1988. Erano 19 anni che non si udivano le note dello splendido inno sovietico nel basket maschile. Sono passati gli anni, le parole dell'inno sono cambiate ma la melodia è rimasta la stessa. A Madrid, fino a 2.1" dal termine, avevano già inserito nel lettore il cd con l'inno spagnolo; tutto dato per scontato, Spagna campione, Russia seconda. Anche la FIBA, nel sito ufficiale del torneo, nella pagina dedicata alla storia della Spagna, indica sedici ore dopo il termine dell'incontro i padroni di casa come "primi", con un bilancio di sette vinte e una persa.




L'attesa è stata veramente lunga, la sensazione era quella di poter assistere fino all'ultimo secondo a bizzarrie: per come era andato il torneo, ci si poteva aspettare di tutto. Giocatori richiamati in campo dopo premiazione, inni e doccia. "Gli ultimi ventisette secondi non valgono, dovete rigiocarli", altro che Monaco '72. La verità è che ieri persino dei lituani hanno tifato per la Russia, tanto è l'odio accumulato dalla Spagna in questi ultimi due anni. La Spagna dei simulatori, dei tuffatori, dei 40 liberi a 10, la Spagna di un pippone come Rudy Fernandez (quintetto ideale dei bidoni dell'Europeo). La Spagna di Jimenez, che vola anche alla puntura di una zanzara; la Spagna di Calderon, che stramazza al suolo come se colpito da un proiettile vagante allo starnuto di un avversario; la Spagna di Garbajosa, che si butta per terra anche alle strette di mano prepartita. La Spagna di Felipe Reyes, che dopo aver cambiato quattro volte piede perno protesta con gli arbitri, giuramento sulla madre, la moglie e la figlia, "il perno era fermo!". Lo stesso Reyes che dopo aver fatto lo sgambetto e tirato un pugno nella schiena ad un avversario, protesta: "lo giuro! lo giuro! non ho fatto niente! non l'ho nemmeno sfiorato!". Lo stesso Reyes che se segna un contropiede solitario va dall'arbitro chiedendo intenzionale, antisportivo, tecnico, espulsione e lapidazione per il difensore più vicino, in quel momento sulla linea di metà campo.




Ebbene, questa è una goduria. Ma veramente una gran goduria. La Spagna si conferma quel che é, e non conta nulla il Mondiale del 2006, vinto dopo sette partite contro squadre inesistenti, una semifinale vinta per l'idiozia di Nocioni e una finale giocata contro i greci ancora ubriachi per la vittoria con gli USA. Nonostante il Mondiale, se uno parla di Spagna a Wyle E. Coyote, questo si toccherebbe i coglioni. E così pure Carlton Myers e Massimo Moratti. La realtà, va detta, è che la Spagna ha dei cosiddetti autentici perdenti in squadra. Due su tutti, uniti da un legame che va oltre il campo: Juan Carlos Navarro e Pau Orthez Gasol. Il primo aveva una NBA escape da dieci milioni. Chi lo voleva, doveva dare dieci milioni al Barcellona, quindi Zoran Savic avrebbe avuto teoricamente dieci milioni in più per fare la squadra.




Il proprietario del club si è preoccupato, "meglio evitare che questo butti nel cesso dieci milioni con altri Iliasova, facciamocene dare cinque per Navarro e siam contenti così": c'è un intoppo nella trattativa, ovvero l'assenza di trattative. Non è che Navarro faccia accapagliare i pro americani. Pau Orthez Gasol, non può che essere andata così, lo propone alla proprietà. "Va beh, pigliamolo. Però digli che mica lo possiamo pagare tanto", "Grazie! non preoccupatevi per il il buy-out". E così Gasol sarebbe andato di tasca sua per pagare il buy-out di Navarro, e Barcellona sono stati ben contenti di dire bye(-out) alla guardietta che nella finale contro la Russia ha disputato la partita della vita: 0/3 da due, 0/2 da tre, 0 punti.




Pau Orthez Gasol, capita la serata di disgrazia dell'amico, ha detto "ok, ci penso io": in effetti ci ha pensato lui. 3/12 da due, 1/1 da tre, 5/12 ai liberi. In compenso si è fatto portare via dalle mani la palla decisiva dal Tovarish Holdenov, negli ultimi quattro minuti si è espresso con un memorabile 3/8 ai liberi. Suo il tiro sbagliato all'ultimo secondo, sfortunato - va ammesso. Ma Gasol non è nuovo a questi exploit, nel 2001 era stato sontuoso per tutto l'Europeo, ma nel terzo periodo di Jugoslavia-Spagna, fu disintegrato da Predrag Drobnjak (sic!), segnò due soli punti e i plavi presero il largo. I 36 di Stoccolma '03, partita mai in discussione, sono più figli di un ricercato arrotondamento della statistiche nel finale che di effettivo impatto sulla gara. Ad Atene, contro gli USA, la Spagna arrivava imbattuta: 5-0, fortissimi. Americani sul 3-2, sconfiti anche da Porto Rico. E' vero che ci ha pensato più Navarro (5/18 dal campo) che Pau Orthez, ma anche il Grizzly era in campo... Fuori nel 2005, la storia ha una sua ironia: gioca i Mondiali del 2006, facendosi male nel finale della semifinale con l'Argentina. Piede rotto, fuori ovviamente, e la Spagna - senza di lui (e senza la Grecia) - vince la sua prima ed unica finale della storia. Andrebbe notato anche il fatto che Gasol, giunto nella NBA nel 2001 nei - seppur scassatissimi - Grizzlies, in sei stagioni e tre partecipazioni non ha mai vinto una partita di playoff: il suo bilancio personale è 0-12. L'EuroBasket 2007 è un'altra storia, l'ultima.




E' anche la storia - bella - di Andrei Kirilenko, MVP di tutto. Mai considerato quanto Nowitzki, lo stesso Orthez Gasol, o Ginobili rimanendo tra gli "stranieri" della NBA. Anzi, sembra persino che ai Jazz quello buono sia l'orso Baloo Okur, non il russo. In effetti, l'ultimo vero grande riconoscimento internazionale per Kirilenko risale al 2000, quando 19enne fu strepitoso alle Olimpiadi di Sydney, fantastico nel quarto di finale contro gli Stati Uniti. Da lì in poi, il nulla: Russia mai oltre i quarti, Kirilenko in carriera non ha mai giocato una semifinale con la propria nazionale. A Madrid l'esplosione, dopo il quarto di finale con la Francia (in cui ha reagito a una serata offensivamente raccapricciante con sette recuperi e quattro stoppate), 9/11 da due, 1/3 da tre, 8/11 ai liberi e 29 punti con BaltoInutilandia, e 4/6 da due, 1/4 da tre, 6/7 ai liberi e 17 punti con l'Iberia Grande. Quella che, ancora adesso, è indicata come vincente sul sito FIBA nella sua storia. Olé!




Piccolo omaggio alla Russia, o meglio, all'Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche.




postato da: tkachenko11 alle ore 11:48 | link | commenti
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domenica, 16 settembre 2007

EUROBASKET - IL PANZANIERE (2)



  • Può essere considerato soddisfacente il fatto che dopo le semifinali, finalmente in tutto mondo si siano resi conto di quanto sono stronzi e tuffatori gli spagnoli?



  • E' vero che in Spagna, dopo aver osservato attentamente Kaukenas, hanno pensato di dargli la cittadinanza onoraria e il Ducato delle Asturie come premio per la sua arte cascatoria e simulatrice?



  • E' vero che lo stesso Kaukenas sarà il futuro testimonial dei giochi prodotti dalla Microsoft, "Train Simulator" e "Flight Simulator?"



  • La Lituania era 7-0 prima della semifinale. Perché nonostante l'ottimo bilancio, molti sapevano che la loro corsa all'oro sarebbe terminata con la Russia?



  • Se Lakovic non avesse segnato il fortunosissimo canestro sulla sirena contro l'Italia sarebbe oggi il primo candidato al premio di Peggior Giocatore (WVP) dell'Europeo?



  • E' vero che Arsen Iliasov, l'uzbeko della Turchia e del Barcellona, tenendo particolarmente al riconoscimento di Peggior Giocatore dell'Europeo, è stato visto esultare sulla prodezza di Lakovic?



  • Considerato il fatto che tre membri dell Quintetto Obbrobrioso dell'Europeo (Lakovic, Basile e il WVP Iliasov) giocano nello stesso club, la domanda è "chi protegge Savic a Barcellona, Al Capone?"



  • E' vero che Greg Louganis è stato convocato per il prossimo raduno della nazionale spagnola e la sua risposta è stata "muchas gracias, ma io sono un dilettante in confronto a voi..."



  • E' vero che Greg Louganis, guardando Russia-Lituania e in particolare soffermando la propria attenzione su Kaukenas, abbia chiesto ad un amico "scusa, ma la Spagna non ha giocato due ore fa?"



  • Scommessina: Kirilenko con la Spagna si ritroverà tre falli al terzo minuto. Eurobet e altri non la quotano nemmeno.



  • Zisis 2 minuti (6 punti) e Vasilopoulos 12 minuti (10 punti) nella semifinale con la Spagna. Si può dire che forse Giannakis questa volta non ha visto propriamente giusto?



  • Quando capiterà che la Grecia possa raggiungere traguardi importanti avendo Spanoulis come playmaker più utilizzato?



  • Perché la Grecia, quando Spanoulis sta in panchina, gioca bene?



  • Perché la Grecia, quando Spanoulis gioca bene, fa cagare?


postato da: tkachenko11 alle ore 14:30 | link | commenti (3)
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LE INUTILANDIE DEI CESTI

Slovenia e Lituania; da chi partire?




SlavoInutilandia e BaltoInutilandia, montagne di talento racchiuse in pochi ettari di nazione, eppure sono ancora lì ad attendere le loro Epifanie. Oddio, la Lituania qualche medaglia l'ha messa in cascina dall'indipendenza, ma con la mano sul cuore ad ascoltare l'inno è successo soltanto una volta, nel 2003. Per il resto, i lituani piangono ancora per l'Europeo del 1995, forse quello più bello della storia. Però nel 1997 han fallito, nel 1999 da strafavoriti si sono fatti sbattere fuori nei quarti dalla Spagna con un Sabonis disintegrato, nel 2001 e nel 2005 dei baltici si son perse le tracce ben presto. La loro vicenda attuale è decisamente curiosa: le ultime due partite vinte agli ultimi tornei sono state vagamente rocambolesche. 0/3 di Basile all'ultimo secondo, in aggiunta ad altri suicidi azzurri, con l'Italia nel 2006; 0/2 di Planinic all'ultimo secondo con la Croazia pochi giorni addietro. La Lituania è giunta alla semifinale derby con la Russia in qualità di unica imbattuta del torneo. Sette vinte, zero perse: inevitabili i trionfi con Turchia e Cechia, sofferti quelli con Germania e Italia (e qui doveva suonare il primo campanello d'allarme per la Lietuva), nuovamente facile la vita con Francia e Slovenia. Non appena è iniziata la fase a eliminazione diretta, la Lituania ha fatto cagare: culo puro con la Croazia, e giustizia firmata dagli eredi del Commissario del Popolo Vladimir Ilic Uljanov. A parte l'inevitabile goduria nel vedere Kaukenas a orecchie basse dopo aver cercato per 40 minuti di conquistare falli con i soliti inganni à la Actor Studio, la Lituania con la Russia non ha mai mostrato di poterla vincere. Mai, anche dopo la rimonta, Kirilenko e Tovarishchi sono sembrati destinati a perdere. Questo perché la predestinazione caratterizza altri, come per l'appunto i lituani.




Chi sta peggio dei lituani (in realtà usi a figure di merda, questa volta con l'aggravante della sconfitta contro il simbolo della CCCP), vive poco oltre Trieste e Gorizia. Questi a sei minuti dalla fine del quarto con la Grecia erano a +16, ad un niente dalle semifinali, dalle possibilità di andare a medaglia e conquistare la qualificazione diretta a Pechino. Venti ore dopo, venti, si son trovati condannati alla finalina per il settimo posto, ultima piazza utile per il Preolimpico (Capo Verde, eccetera). Con la Germania hanno emulato l'incontro con la Grecia, un altro suicidio nel finale. Il tutto in meno di una giornata, la Terra non ha nemmeno completato un moto rotatorio, periodo in cui SlavoInutilandia ha buttato nel cesso l'intero torneo. Siamo onesti però, +1 con Francia e Italia (con un tiro che Lakovic non metterà mai più in carriera, si è poi visto con gli elleni), grandi e ampie vittorie con ottomani, alemanni e solidarnosc (non poteva però andare diversamente). Infine, ultime partite, tre legnate: Lituania, Grecia, Germania. Qui casca l'asino, cinque giorni prima la Slovenia ai teutonici aveva rifilato 30 punti, subendone 47; nella partita più importante, penultima speranza di Preolimpico, la mazzata sui denti. Un venticinquenne, calcolando la speranza di vita media (diciamo 80 anni), potrà vedere nella sua vita circa 18-20 campionati europei a cui la Slovenia parteciperà. Si possono aggiungere alcuni Mondiali e qualche Olimpiade con gli slavoinutilandesi di mezzo. Diciamo dai 25 ai 30 tornei con la Slovenia di mezzo. Ebbene, il venticinquenne odierno non vedrà mai la Slovenia sul podio. Mai. Lo dice il genoma.




Urgerebbero due parole sulle semifinali, Spagna-Grecia in particolare. I greci sono scesi in campo con la giusta determinazione, in particolare avevano capito come comportarsi: "visto che un soffio sul primo Reyes che entra in aria è fallo, conta quanto un ben assestato colpo di randello, tanto vale picchiare come fabbri". L'affidabile quotidiano sportivo Marca, sostiene "la Spagna batte la Grecia e gli arbitri". Il celebre Cuore avrebbe titolato "hanno la faccia come il culo".




Un altro candidato al "personaggio dell'Europeo" si inserisce nella battaglia tra Darko Milicic e Vangelis Ioannou: il centro croato Nikola Prkacin, la cui conferenza stampa immediatamente successiva all'incontro con la Lituania è già divenuta oggetto di culto feticista.




Qui l'audio: http://www.kosarka.hr/media-audio/Prkacin-ispad-eurobasket2007.mp3




Ecco la traduzione quasi letterale delle pacate argomentazioni di Prkacin: "Tutti voi giornalisti insieme, potete succhiarmi il cazzo, voi potete parlare del mio carattere e del carattere dei dodici ragazzi qui. Voi e la televisione, andate a farvi fottere. Mi scoperò nella figa le madri di tutti voi, avete capito? Che cosa cazzo volete, che cosa cazzo volete, che non diamo niente in campo?"







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sabato, 15 settembre 2007

VANGELIS IOANNOU

Trattasi della "voce tecnica" del canale greco ET1 che trasmette le partite dell'Europeo: aveva già lasciato il segno dopo il canestro da tre punti di Diamantidis che valse la finale nel 2005, urlando come un disperato "l'ha messo! l'ha messo!" per un quarto d'ora; ora, nell'ultimo minuto di Grecia-Slovenia, in cui Lakovic finalmente ha espresso il meglio di sé (dopo la botta di culo con l'Italia) e anche Spanoulis ha mostrato quel che sa fare meglio (stare in panchina), Vangelis Ioannou è riuscito a superarsi. Non è stato un miglioramento irrisorio, è come se Saladino domani saltasse 10.12 nel lungo o Powell scendesse sotto i nove secondi e mezzo nei 100.


L'one-man-show di Vangelis inizia con la tripla del -4 di Papaloukas, giunta dopo una meravigliosa azione di gioco corale della Grecia, un paio di "sì!!!!" sparati nel microfono e la considerazione tecnica "non siamo ancora finiti". Pochi secondi dopo Ioannou celebra il -1 Zisis, con cinque "sì" urlati nel microfono, in una irreale distorsione della voce. Al terzo monosillabo perde i componenti, sul quarto sono già evidenti i sintomi dell'infarto imminente, il quinto si perde in un "aaaaahhhh!" come se il nostro sia stato colpito da una pallottola vagante nella schiena.


Attacca la Slovenia, Lakovic è ancora nella propria metà campo quando esorta i suoi a difendere bene, il suo urlo manda in frantumi i mixer nella cabina di regia di ET1, tre tecnici del suono contusi nell'esplosione e fattura stellare del vetraio già giunta negli uffici federali di Atene.


Quando Lorbek riceve palla liberissimo, Vangelis perde la speranza: implora i suoi di commettere un fallo ("fallo! fallo! dobbiamo fare fallo!!!"), forse consapevole dell'imminente tragedia. Canestro e Slovenia sul +4. Il silenzio del commentatore è agghiacciante: cinque secondi, il tempo della parabola e dell'uscita del pallone dal campo. I famigliari si preoccupano, non era nelle condizioni di sopravvivere. In realtà era razionalmente solido, ha atteso la decisione degli arbitri, per commentarla con un semplice "è nostra! è nostra la palla!".


Time out per la Grecia. Tutto nelle mani di Papaloukas, che entra, appoggia al vetro, la palla rimbalza più volte sul ferro ed entra. Vangelis, la cui pressione arteriosa è in quadrupla cifra, torna con il suo storico "sì", sempre più disumanizzato. Si riprende immediatamente, fa il suo dovere di telecronista informando il pubblico del time-out chiamato dal coach sloveno (Pipan, o Pippan). Ed attende inesorabilmente l'ultima azione. Sarà Lakovic a gestirla, in maniera intelligente (cinque secondi di palleggi sul posto e tiro da nove metri che non tocca nemmeno il ferro). Ellenici in semifinale, Ioannou urla un semplice "la Grecia!", poi prosegue, purtroppo coperto dal primo primo telecronista Hatzigeorgiou, anch'egli in preda alla gioia: "questa mentalità è la migliore di tutta la storia, non solo dell'Europeo!". "Non potete immaginare, signore e signori, cosa stia succedendo qui al Palacio De Los Deportes...". E ancora, "il cuore dei campioni ha parlato ancora questa sera!".


Grazie Vangelis...


 

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giovedì, 13 settembre 2007

CI HAN TOLTO CAPO VERDE

Non proprio. Ce lo siam tolti da soli, e l'Europa ci prende per il culo. Tutto sommato, non è che sloveni, francesi, lituani, spagnoli, greci abbiano tutti i torti: riassumento, l'Italia nelle ultime tre manifestazioni a cui ha preso parte non è entrata tra le prime otto. Alla prossima non prenderà parte, non appena la FIBA allarga le possibilità europee di accedere alle Olimpiadi con il ritorno del Preolimpico dopo 16 anni, l'Italia riesce a star fuori dai primi sette posti. Giustamente, si può essere presi per il culo. Ieri, sempre rimanendo in tema di culo, quello italiano è stato rotto da due giocatori: Steffen Hamann, portamento da birraio di Karl Marx Stadt, e Johannes Herber. "Carneade, chi era costui?" disse un tale. Herber è un tedesco traccagnotto, barba sfatta, lineamenti tutt'altro che ariani a dispetto del nome: fino all'incontro con l'Italia, in quattro partite, aveva segnato 16 punti con 0/2 ai liberi, 5/14 da due e 2/6 da tre. Contro gli Azzurri ne ha infilati 15 con 3/7 da due e 3/3 da tre, ed è stato decisivo nel terzo periodo, segnando poi la tripla della staffa nel finale.




Johannes Brahms Herber, il Giustiziere. No, non è la verità. Herber ha fatto semplicemente il suo dovere di giocatore professionista, che riceve uno stipendio dall'Alba Berlino, che ha studiato basket al college in America; l'Italia è quella che con il punteggio ancora in bilico e tre-quattro minuti da giocare, si prodiga in tre azioni spettacolari. Raddoppio su Belinelli (quindi uno rimane libero per forza), passaggio a Gigli (l'unico degli altri quattro italiani marcato bene), che tira dalla media un macigno inevitabilmente sul ferro; Belinelli da tre punti, fuori tempo, fuori tutto (ma che gli si può dire, essendo l'unico che faceva canestro?); la migliore, Mordente palleggia per tutto il campo, si arresta dai sette metri sparando una sassata che solo grazie alle nuove tecnologie costruttive non perfora il tabellone. Il MCD di questi tre possessi fu l'area vuota, deserta: nessuna possibilità di rimbalzo offensivo (d'accordo che l'Italia non è stata in grado nemmeno di catturare quelli difensivi...).




Steffen Hamann, El Sentimiento. Ha segnato cinque canestri, tutti da due, tutti da otto millimetri da canestro. Penetrazione camminata, marcatore battuto sul primo mezzo passo, appoggio alla tabella con l'aiuto totem del lungo (avete mai visto un totem muoversi?). La Fortitudo 2006-07 ha fatto così schifo che persino lui è sembrato buono. La realtà vuole che Hamann, se non fosse stato tedesco e quindi collocato nel basket tedesco, avrebbe guidato le vetturette per i bagagli alla München Hauptbahnhof.




L'Italia, in grado di perdere con una squadra che è solo Nowitzki - 5/19 al tiro, però 2/2 da tre nel finale - è fuori dai Giochi e fuori dai giochi. L'Europeo andrà avanti con Spagna, Lituania, Russia, Slovenia, Francia, Grecia, Croazia e Germania (ipotetico e plausibile-nonché-auspicabile ranking finale), ovvero le stesse quartiste di SCG2005. Ecco una All Star di chi proseguirà, e probabilmente andrà a Pechino. Si tratta di giocatori con almeno 15 minuti di utilizzo medio a partita:




Steffen Hamann, Germania: 21.5 minuti, 13/30 da due (43.3%), 0/3 da tre (0%), 4/8 ai liberi (50%), 5.0 punti a partita




Jon Robert Holden, Russia: 33.7 minuti, 17/38 da due (44.7%), 5/20 da tre (25%), 10.5 punti a partita




Jaka Lakovic, Slovenia: 32.2 minuti, 7/20 da due (35%), 10/31 da due (32.3%), 3.0 palle perse, 9.8 punti a partita




Joseph Gomis, Francia: 16.3 minuti, 9/21 da due (42.9%), 2/13 da tre (15.4%), 4.3 punti a partita




Robert Garrett, Germania: 18.8 minuti, 3/12 da due (25%), 2/7 da tre (28.6%), 3.0 punti a partita




Boris Diaw-Riffiod, Francia: 29.2 minuti, 19/43 da due (44.2%), 3/14 da tre (21.4%), 9/13 ai liberi (69.2%), 9.3 punti a partita




Carlos Jimenez, Spagna: 22.0 minuti, 3/10 da due (30%), 3/8 da tre (37.5%), 4.3 punti a partita




Ronny Turiaf, Francia: 15.2 minuti, 13/27 da due (48.1%), 14/22 ai liberi (63.6), 2.8 rimbalzi, 6.7 punti a partita




Lazaros Papadopoulos, Grecia: 20.3 minuti, 20/41 da due (48.8%), 5/12 ai liberi (41.7%), 3.5 rimbalzi, 7.5 punti a partita




Frédéric Weis, Francia: 16.8 minuti a partita, 7/16 da due (43.8%), 2/4 ai liberi (50%), 4.3 rimbalzi, 2.7 punti a partita.







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mercoledì, 12 settembre 2007

CI VOGLIONO TOGLIERE CAPO VERDE?

Calma e gesso, perché la notizia e seria e qui c'è da scendere in piazza. La FIBA pare voglia cancellare il torneo preolimpico, quello a cui accederebbero quattro squadre dell'Europeo. Già ammesse invece Camerun e Capo Verde (nemmeno incluse nel ranking FIBA prima dell'AfroBasket), Libano, Corea del Sud, Nuova Zelanda, Portorico e Brasile. Se uno capisse il tedesco potrebbe anche avere un'idea più ampia dei concetti espressi in questa pagina (http://www.sport1.de/de/sport/artikel_1680694.html), comunque la federazione tedesca, ad esempio, il 3 agosto avrebbe ricevuto una missiva in cui viene spiegato che il torneo preolimpico è a rischio perché fino ad ora non è stato ancora trovata una nazione in grado di pagare i 5 milioni di euro alla FIBA per ospitare la manifestazione.


5 milioni per ospitare Capo Verde e Corea del Sud - forse - sarebbero considerati un investimento interessante soltanto da Gilberto Sacrati (quello de "la Fortitudo è investimento da 300 milioni di euro"). Sabatini si sarebbe fatto avanti, "ok, io metto i soldi, poi ai biglietti ci penso io: tariffe per Capo Verde - Libano a partire da 12.000 dollari, e a Pechino però si berrà solo Caffé Virtus).


Cazzate a parte, pur rimanendo nelle cazzate, se la notizia venisse confermata e ufficializzata nell'incontro FIBA previsto nei giorni 8 e 9 dicembre a Chicago, ci sarebbero vari sconvolgimenti. Non male, a competizione in atto. Oggi, quarta, quinta e sesta e settima agli Europei sono quasi certe di disputare il Preolimpico e giocarsi le proprie carte a Pechino. Domani, in Cina potrebbero andare le prime quattro classificate più la Spagna. Per l'America, Brasile e Canada abbandonerebbero le speranze olimpiche, mentre Portorico valicherebbe la Grande Muraglia (nonostante oggi sia condannata al torneo di qualificazione).


Non è che uno può aver già fissato un finto appuntamento col dentista per tagliare la corda dal lavoro per godersi Italia-Germania, sapendo che comunque le possibilità olimpiche, uscendo ai quarti (all'Italia toccherebbe la Spagna), si riducono di molto. E questo perché Portorico andrebbe alle Olimpiadi direttamente. Già han dato loro la wild-card per i Mondiali del 2006, ora anche l'ammissione di diritto postumo ai Giochi. Poi stan fuori Russia o Croazia o Grecia o Italia o Germania, e ci si domanda perché uno non sia libero di bestemmiare.


Italia - Capo Verde è un diritto. La FIBA non ce lo può negare.  


 

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martedì, 11 settembre 2007

IL PANZANIERE - EUROBASKET



  • E' vero che in Lituania sta nascendo un circuito clandestino-carbonaro di gente che bisbiglia "oh, ma diciamo un po' la verità, senza Macijauskas giochiamo molto meglio"?



  • I tifosi sloveni, nel momento dell'infortunio di Capin, hanno mostrato grande preoccupazione. Conoscevate questa tendenza all'umorismo tra Lubiana, Maribor e Sezana?



  • Per quale motivo Zoran Savic, dopo aver assistito alle prestazioni di Ersan Iliasov, si aggirava furtivo intorno a un negozio di corde?



  • Sarà forse lo stesso motivo per cui Dusko Ivanovic, dopo aver assistito alle prestazioni di Ersan Iliasov, riteneva plausibile un'altra stagione di merda per il Barcellona?



  • E' vero che chi mette i soldi nel Barcellona, dopo aver assistito alle prestazioni di Ersan Iliasov, abbia detto "non è che con Savic forse abbiamo sbagliato la scelta del gm?"



  • Se non fosse stato per Spanoulis, quante probabilità ci sono che la Grecia sarebbe uscita al primo turno?



  • E' vero che Giannakis, riflettendo sul ruolo decisivo di Spanoulis, ha detto "non credo che andremo molto avanti nel torneo"?



  • E' vero che Recalcati, parlando con Giannakis, gli ha detto "stai tranquillo, pensa che io sto andando avanti con Gigli miglior giocatore della squadra"?



  • E' possibile che le pacate e sobrie dichiarazioni di Milicic nell'immediato dopo-gara della partita con la Grecia siano l'unica intervista interessante rilasciata da un giocatore negli ultimi dieci anni?



  • Recalcati ha detto che "la NBA è un cesso". Queste sue parole sono state dettate dall'aver incontrato Turiaf pochi giorni prima o alle movenze da Pinocchio di sette piedi di Bargnani?



  • Turkoglu ha segnato 34 punti con l'Italia perché offeso dalle dichiarazioni di Recalcati o semplicemente perché gli Azzurri fin qui sono gli unici ad aver concesso per due volte un trentello ad un avversario?



  • Se Turkoglu ha segnato 34 punti, quanti ne potrebbe segnare Nowitzki?



  • E' vero che con la Germania finalmente Bargnani giocherà dal primo all'ultimo minuto come sa?


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